Sotto la Lente - equity report 30 luglio '10 (*)

Buoni gli esiti degli stress test effettuati sulle banche europee

Attese pause prima di ulteriori rialzi

Pil Usa in flessione rispetto alle attese 


QUADRO MACROECONOMICO

Sotto i riflettori gli stress test a cui sono state sottoposte le banche europee, al fine di valutarne la solidità patrimoniale a fronte di simulazioni di scenari avversi. I risultati sono stati soddisfacenti perché su 91 istituti di credito solo 7 non li hanno passati: 5 banche spagnole, 1 greca e 1 tedesca. Le banche italiane non hanno riscontrato problemi. Naturalmente non sono mancate polemiche sulla validità e durezza dei metodi scelti o sulla reale trasparenza dei dati comunicati dalle banche stesse, ma in generale il clima si è rasserenato. Tra i dati macroeconomici dell’Area Euro si registra la stima del CPI annuale, che in luglio è stata rivista al rialzo dell’1,7% dall’1,4% precedente, leggermente meno accentuata dell’1,8% delle previsioni. Mentre il tasso di disoccupazione di giugno è rimasto stabile al 10%, senza variazioni rispetto anche alle attese. Per quanto concerne l’indice di fiducia economica è stato registrato in luglio una crescita a 101,3 punti, in netto rialzo dai 99,1 di giugno e rispetto ai 99 previsti. In particolare la fiducia dei consumatori è rimasta a -14 punti, in linea; la fiducia dell’industria è aumentata passando a -4 punti dai precedenti -6 rispetto agli attesi -5.Negli USA la Fed ha rilevato (Beige Book) che l’economia nel suo complesso sta continuando a crescere, anche se in alcuni distretti si registra una fase di stallo o di minore intensità. Il mercato del lavoro è leggermente migliorato, mentre il settore immobiliare rimane debole. Per quanto riguarda il Pil del secondo trimestre del 2010 (prima stima) ha evidenziato  un rialzo del 2,4%, in contrazione però rispetto al 2,7% del primo trimestre del 2010 e al 2,5% atteso dal mercato mentre il deflatore del PIL ha segnato un balzo dell’1,8% rispetto all’1,1% sia del trimestre precedente che del consensus. Da segnalare poi la flessione in giugno del -1,0% degli ordini di beni durevoli, rispetto al -0,8% di maggio e al +0,9% atteso, con il dato “core” (ex auto) in contrazione del -0,6% rispetto al +1,2% precedente e allo 0,6% previsto. La fiducia dei consumatori (CB) è scesa in luglio a 50,4 punti dai 54,3 precedenti, meno anche dei 51,3 punti stimati. Il costo del lavoro ha invece riportato nel secondo trimestre del 2010 un rialzo dello 0,5%, in leggera flessione rispetto allo 0,6% del trimestre precedente ma in linea con le attese del mercato. Sul fronte immobiliare la vendita di nuove case si è attestata in giugno a 330 mila unità, in crescita rispetto alle 300 mila unità di maggio e alle 320 mila unità attese dal mercato. Mentre l’indice dei prezzi della case (Shiller) è aumentato in maggio del 4,6% a/a dal 3,8% precedente e rispetto al 3,9% previsto.

Paese Descrizione Data Precedente Atteso Effettivo
GER Tasso di disoccupazione, lug. 29/07/2010 7,7% 7,6% 7,6%
GER Variazione n. disoccupati, lug. 29/07/2010 -20 mila -18 mila -20 mila
EUR Indice di fiducia economica, lug. 29/07/2010 99,1 99,0 101,3
EUR CPI a/a stima, lug. 30/07/2010 1,4% 1,8% 1,7%
EUR Tasso di disoccupazione, giu. 30/07/2010 10,0% 10,0% 10,0%
GB Credito al consumo, giu. 29/07/2010 0,3% 0,0%
USA Fiducia dei consumatori (CB), lug. 27/07/2010 54,3 51,3 50,4
USA Ordini di beni durevoli ex-trasporti m/m, giu. 28/07/2010 1,2% 0,6% -0,6%
USA PIL t/t annuale (advance), 2T10 30/07/2010 2,7% 2,5% 2,4%
USA PIL, deflatore t/t annuale (advance), 2T10 30/07/2010 1,1% 1,1% 1,8%
GIA Vendite al dettaglio a/a, giu. 29/07/2010 2,9% 3,3% 3,2%
GIA PMI manifatturiero, lug. 30/07/2010 53,9 52,8
GIA CPI (naz.) ex-alim. freschi a/a, giu. 30/07/2010 -1,2% -1,0% -1,0%
GIA Tasso di disoccupazione, giu. 30/07/2010 5,2% 5,2% 5,3%
GIA Produzione industriale m/m (preliminare), giu. 30/07/2010 0,1% 0,2% -1,5%

INDICI USA

In settimana gli indici USA hanno perforato le prime resistenze dinamiche, inviando primi potenziali indicazioni di ripresa del rialzo grafico. I segnali dovranno ora essere confermati ulteriormente dopo lo storno fisiologico atteso nelle prossime sedute. Lo S&P 500 ha così superato a 1100 l'estremo superiore del "falling wedge" in formazione dai massimi di aprile sfiorando i massimi di giugno a 1130, e candidandosi per 1170 e 1215. Eventuali correzioni saranno limitate da quota 1085 e i prossimi segnali di rialzo sono oltre 1130. Solo la perdita di 1055 riporterebbe la struttura in congestione con elevati rischi di nuovo ribasso. Anche il Nasdaq 100 ha perforato marginalmente la downtrendline dai massimi, pur senza riuscire ad avvicinare ancora i massimi di giugno a 1940. La pausa attesa in settimana non dovrà estendere sotto 1835 per non compromettere il segnale di ascesa verso 1940, 1985 e 2050.

Dow Jones Ind.

Leggermente meglio degli altri due indici ha fatto il Dow Jones Industrials, salito fino ai massimi di giugno a 10600 prima di iniziare a sviluppare una fisiologica pausa. Saranno quindi possibili spunti al ribasso, innescati da prese di beneficio, che riportino le quotazioni verso 10250/10150, in preparazione di nuovi attacchi a 10600. Oltre 10600 anche il "wedge" in formazione sarebbe completato, sancendo l'aèertura di 10900 e 11200. Negazione dello scenario sotto 1000.

Mercato Trend
1 sett
Trend
1 mese
Trend Att.
1 sett
Trend Att.
1 mese
Supporto Resistenza
DOW JONES IND. 10270 10000 10600 10950
NASDAQ 100 1835 1785 1940 1990
S&P 500 1085 1055 1130 1170

INDICI EUROPA

Settimana di rialzo anche in Europa con il Dax 30, l'indice con la migliore struttura tecnica di medio-lungo, che però non è ancora stato in grado di portarsi a ridosso dei massimi di periodo a 6340, risultando perciò sempre in congestione tra 5870 e 6340. Ricordiamo che l'indice tedesco è l'unico a non avere mai interrotto la sequenza di minimi crescenti e ad avere ritestato in giugno i massimi dell'anno registrati in aprile. Le attese sono quindi di graduale ritorno contro le resistenze, per sferrare un attacco che apra la strada a 6625 ed oltre. Il Ftse 100 ha invece superato quota 5340, massimi di giugno, avvicinando i massimi del 12 maggio scorso a 5435 e candidandosi per la prosecuzione verso 5560. Nelle prossime sedute sarà possibile una pausa laterale accumulativa, preferibilmente contenuta da 5285/5250, in preparazione del prossimo movimento di rialzo. Sotto 5250 invece i rischi sarebbero di approfondimento nuovamente verso 5150 con ofuscamento del quadro rialzista delineato. Negazione sotto 5090. Il Cac 40 ha perforato a 3630 la downtrendline dai massimi, per tentare l'avvicinamento a 3760/75 (massimi precedenti) e perforare l'ultima resistenza chiave da cui dipende la piena ripartenza dell'uptrend verso 3940 e poi verso i massimi a 4090. Marginali correzioni verso 3600 e 3550 saranno tollerate e risulteranno salutari per la corretta continuazione dell'ascesa. Mentre cedimenti sotto 3500 sarebbero invece un segnale di negazione importante. Bene anche l'Eurostoxx 50 (future), salito sopra 2740 verso i massimi di giugno a 2790, ormai in prossimità della downtrendline tracciabile unendo i massimi di gennaio e aprile, che transita a 2850 e da cui dipende la struttura ribassista di tutto l'anno. Si attendono quindi prossimi segnali sopra 2790 e soprattutto sopra 2850 per 2950, 3040, ecc. Un ritorno sotto 2700/2675 segnerebbe invece il ritorno in congestione con obbligo di revisione dello scenario di breve. Sotto 2550 la negazione. Meno brillante lo Smi, ancora confinato sotto la downtrendline in transito a 6325, seppure in forte pressione contro la stessa e contro i massimi precedenti a 6365. Nonostante sia in ritardo rispetto agli altri indici, si confida nella capacità di superamento di 6365 e di apertura di 6535 in prima battuta, con l'intento di ripristinare l'uptrend di medio. Scenario negato sotto 6180, invertito sotto 6065.

Ftse Mib L'indice italiano ha attaccato con successo l'estremo superiore della congestione triangolare sviluppatasi dopo i minimi di maggio a 18044. La perforazione di 20850 ha così permesso il test dei massimi di metà maggio a 21300 proponendo concrete chance di continuazione verso 22000 prima e 23000 poi, area di transito della downtrendline di lungo tracciata dai massimi del maggio 2007. Al di là quindi di sempre possibili pull-back a 20850 (con estensioni fino a 20400), si continueranno a ricercare indicazioni rialziste di breve e medio termine. Solo un rientro sotto 20200 riporterebbe le quotazioni in congestione, mentre sotto 19300 è confinato il reverse.

Mercato Trend
1 sett
Trend
1 mese
Trend Att.
1 sett
Trend Att.
1 mese
Supporto Resistenza
DAX 30 5870 5600 6340 6625
FTSE 100 5250 5090 5435 5560
CAC 40 3590 3500 3760 3855
EUROSTOXX50 2700 2620 2790 2850
FTSE MIB 20850 20230 21300 22040
SMI 6180 5860 6365 6535

INDICI ASIA-PACIFICO

Il tasso di disoccupazione in Giappone si è attestato in giugno al 5,3%, in leggero peggioramento rispetto al 5,2% sia di maggio che delle attese. La produzione industriale è scesa in giugno del -1,5% contro il +0,1% di maggio e il +0,2% atteso mentre l’indice PMI manifatturiero si è attestato in luglio a 52,8 punti, in leggera flessione rispetto ai 53,9 punti di giugno. Inoltre, dal punto di vista inflattivo, le vendite al dettaglio hanno registrato in giugno una crescita del 3,2% su base annua rispetto al 2,9% precedente ma in leggera flessione rispetto al 3,3% atteso dal mercato mentre l’indice CPI (nazionale) ha riportato in giugno una flessione del -1,0% su base annua, in salita però rispetto al -1,2% precedente ma in linea con le attese. Il dato “core” ha registrato invece una contrazione del -1,3% rispetto al -1,2% del consensus ma in linea con il giugno del 2009. I consumi delle famiglie hanno evidenziato in giugno un rialzo dello 0,5% su base annua rispetto al -0,7% precedente e al -0,8% atteso dal mercato. Infine, la bilancia commerciale si è attestata in giugno a 460 mld di yen, in crescita rispetto ai 320 mld (rivisti dai 420 mld precedenti) ma in flessione rispetto ai 540 mld di yen attesi dal mercato. Nel dettaglio, le esportazioni sono salite del 27,7% mentre le importazioni sono salite del 26,1%.

Nikkei

Il rimbalzo innescato dalla fascia di supporto a 9100/9160 (limite inferiore del breve trading range tra 9800 e appunto 9160/9100) ha permesso ai prezzi di perforare, il 28 luglio, la downtrendline di breve  (valida dai massimi del 27 aprile in transito ora a 9470) e di avvicinare quota 9800. Da quì, le quotazioni hanno ripiegato, generando un return move alla trendline  precedentemente citata, senza invalidare le chance per poter assistere nelle prossime sedute a nuove reazioni verso 9800, livello sopra al quale, oltre a riaprire la strada verso i target posti in zona 10170, 10250 e 10500, verrebbero allontanati anche i rischi di possibili storni verso area 9160/9100. Infatti solo la perdita di 9160/9100 innescherebbe nuovi ribassi, capaci di far proseguire il downtrend in direzione di 8700 e 8500.

Mercato Trend
1 sett
Trend
1 mese
Trend Att.
1 sett
Trend Att.
1 mese
Supporto Resistenza
NIKKEI 9100 8700 9800 10000
HANG SENG 20050 19780 21600 21800
BOMBAY.BSE30 17370 16890 18900 19300

TITOLO DELLA SETTIMANA

Unicredit: segnali di rialzo sopra 2.0830

La salita valida dai minimi di giugno a quota 1,5060 (innescata in seguito al riconoscimento del limite inferiore del canale ribassista di lungo tracciato dai massimi dell’ottobre 2009), sostenuta anche dal supporto dinamico offerto dall’uptrendline di breve in transito ora a 2,0500, ha permesso alle quotazioni di perforare in settimana area 2.0830 (corrispondente sia al limite superiore del canale discendente sopra citato che ai massimi di luglio). In questo contesto, dopo iniziali storni di breve verso 2,1000-2,0700 (interpretabili come un pull back  alle precedenti resistenze perforate), si attendono nuovi spunti rialzisti diretti verso 2,2975 (massimi di aprile), con possibili allunghi verso 2,3650 (massimi di gennaio). Solo la perdita di 2,0500, innescherebbe storni verso 1,9350- 1,7700 (38,2-61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di giugno), area sotto la quale si riaprirebbe la strada verso 1,5060.

(*) report settimanale

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