| Sotto la Lente - equity report |
03 febbraio 2012 (*) |
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Sono stati firmati i trattati istitutivi del “fiscal compact” e del nuovo fondo salva stati ESM |
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La salita delle Borse perde smalto, ma non è ancora conclusa |
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Gli indici europei recuperano marginalmente rispetto a quelli statunitensi |
| QUADRO MACROECONOMICO |
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Due erano i temi in discussione al vertice di Bruxelles dei Paesi dell’Eurozona:
patto fiscale e nuovo fondo salva stati Esm (European Stability Mechanism). Il primo è stato ufficializzato e vi aderiranno tutti i Paesi, ad eccezione della Gran Bretagna (che bocciando anche la Tobin Tax si trova sempre più ai margini della coalizione) e la Repubblica ceca. Il secondo è stato istituito formalmente e dovrebbe entrare in vigore nel luglio 2012, ovvero un anno prima di quanto precedentemente previsto. Il fondo ESM sarà dotato di un capitale di circa 700 miliardi di euro, di cui 500 disponibili al prestito verso Paesi in difficoltà. Dal marzo del 2013 potranno poi richiederne l’aiuto solo i Paesi che abbiano ratificato il patto fiscale.
L’obiettivo del fondo è quello di far crescere la fiducia ed assicurare stabilità finanziaria, fungendo da protezione permanente dotata di un’ampia gamma di strumenti e di una forte base
finanziaria. Intanto la Bce ha reso noto che la scorsa settimana ha comprato titoli di stato dei paesi in difficoltà per soli 63 milioni di euro contro i 2,24 miliardi della settimana precedente. D’altra parte le aste dei titoli di stato italiani, francesi e spagnoli sono andate tutte a buon fine, sia per i titoli a breve scadenza sia per quelli a medio-lungo termine, mentre gli spread tra i rendimenti dei titoli decennali verso il Bund tedesco sono diminiti. Ora rimane da sciogliere la
questione relativa alla Grecia ed ai suoi creditori privati: si sta cercando una soluzione condivisa. Sul fronte macroeconomico
nell’Area Euro si è registrato un leggero aumento del
tasso di disoccupazione, salito al 10,4% dal 10,3% precedente (6,7% in Germania, in discesa, e 8,9% in Italia, in aumento). Mentre l’inflazione annua, misurata dal
CPI flash,è cresciuta del 2,7%, in linea con le attese e la rilevazione precedente. Stabile in gennaio l’indice
Pmi manifatturiero a 48,8 punti. In crescita l’indice di fiducia dell’economia a 93,4 punti (dai 92,8 precedenti), ma meno dei 93,7 previsti: è peggiorata la fiducia dei consumatori e dell’industria, mentre è migliorata quella dei servizi. Il presidente della Fed, Bernanke, ha sottolineato come la riduzione del deficit debba essere una priorità
anche per gli USA, per evitare che possa deteriorarsi la percezione del rischio legata ai Treasury Bonds, con ripercussioni dirette sugli investimenti e sulla crescita dell’economia. A preoccupare è stato in particolare il dato relativo alla
fiducia dei consumatori (CB), che con 61,1 punti a gennaio e sceso molto rispetto ai 64,5 di dicembre e soprattutto all’aumento atteso a 68
punti. Intanto il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa in gennaio all’8,3%, dal precedente ed atteso +8,5%, con un aumento degli
occupati nel settore non agricolo di 243 mila unità, più delle 200 mila registrate a dicembre e soprattutto delle 150 mila previste. Da segnalare poi che l’indice
Ism manifatturiero è cresciuto a 54,1 punti dai precedenti 53,9, ma è rimasto ben al di sotto dei 54,5 delle previsioni. In miglioramento sono invece i
redditi delle famiglie, mentre la spesa per consumi rimane stabile.
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| Paese |
Descrizione |
Data |
Precedente |
Atteso |
Effettivo |
| EUR |
Indice di fiducia economica, gen. |
30/01/2012 |
92,8 |
93,7 |
93,4 |
| EUR |
Tasso di disoccupazione, dic. |
31/01/2012 |
10,3% |
10,4% |
10,4% |
| EUR |
PMI manifatturiero (finale), gen. |
01/02/2012 |
48,7 |
48,7 |
48,8 |
| EUR |
CPI a/a stima flash, gen. |
01/02/2012 |
2,7% |
2,7% |
2,7% |
| EUR |
PPI a/a, dic |
02/02/2012 |
5,3% |
4,3% |
4,3% |
| EUR |
PMI servizi (finale), gen. |
03/02/2012 |
50,5 |
50,5 |
50,4 |
| GB |
PMI manifatturiero, gen. |
01/02/2012 |
49,6 |
50,0 |
52,1 |
| GB |
PMI servizi, gen. |
03/02/2012 |
54,0 |
53,4 |
56,0 |
| USA |
Redditi delle famiglie m/m, dic. |
30/01/2012 |
0,1% |
0,4% |
0,5% |
| USA |
Spesa per consumi (nominale) m/m, dic. |
30/01/2012 |
0,1% |
0,1% |
0,0% |
| USA |
C/Shiller indice dei prezzi delle case a/a, nov. |
31/01/2012 |
-3,4% |
-3,2% |
-3,7% |
| USA |
Fiducia consumatori (CB), gen. |
31/01/2012 |
64,5 |
68,0 |
61,1 |
| USA |
Indice ISM manifatturiero, gen. |
01/02/2012 |
53,9 |
54,5 |
54,1 |
| USA |
Richieste di sussidio settim. |
02/02/2012 |
377 mila |
--- |
367 mila |
| USA |
Nuovi lavoratori dipendenti non agricoli, gen. |
03/02/2012 |
200 mila |
150 mila |
243 mila |
| USA |
Tasso di disoccupazione, gen. |
03/02/2012 |
8,5% |
8,5% |
8,3% |
| GIA |
PMI manifatturiero, gen. |
31/01/2012 |
50,2 |
--- |
50,7 |
| GIA |
Consumi delle famiglie a/a, dic. |
31/01/2012 |
-3,2% |
-0,1% |
0,5% |
| GIA |
Tasso di disoccupazione, dic. |
31/01/2012 |
4,5% |
4,5% |
4,6% |
| GIA |
Produzione industriale m/m (prelim.), dic. |
31/01/2012 |
-2,7% |
2,9% |
4,0% |
| INDICI USA |
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Un’osservazione merita il Baltic Dry index, che misura il costo dei trasporti marittimi e dei noli delle navi che trasportano prodotti non liquidi e sfusi (non solo del mar Baltico, a dispetto del nome, ma di 50 delle principali rotte mondiali). L’indice, che misura quindi l’andamento delle materie prime, è ritenuto anche un buon indicatore (“proxy”) dello stato di salute dell’economia mondiale. Il fatto che l’indice abbia segnato minimi da 25 anni
(sotto ai 660 punti), oltre ad essere causato da un sovradimensionamento delle
flotte, è senza dubbio una misura del calo del commercio a livello globale e quindi un indicatore di rallentamento dell’economia. Pertanto la crisi dell’Area Euro e il lento recupero economico degli USA caratterizzerà l’andamento degli indici azionari, il cui rialzo appare sempre più giustificato da fattori legati alle scelte ed agli annunci delle autorità politiche e monetarie, più che dalle reali condizioni dell’economia, che invece appare molto fragile. Ne consegue che la crescita delle Borse rischia di trovare fondamento solo nel breve termine e non di avere un sostegno strutturale: da qui i rischi che si possa assistere ad un esaurimento dell’uptrend a breve per un’inversione anche brusca nelle prossime
settimane. Intanto però il Nasdaq 100 rimane l'indice migliore, con
quotazioni che si mantengono sopra ai massimi della primavera-estate del 2011, che significa generazione di nuovi massimi dal febbraio del 2001.
Quota 2500 è stata raggiunta ed ora saranno ancora possibili allunghi verso
2540/2580 alla ricerca di una resistenza in grado di frenare il movimento e
innescare profondi storni verso 2438, 2415, 2375 e 2350 in prima istanza.
Sarebbe la perdita della ripida e precisa uptrendline di breve a 2460 ad inviare
primi segnali di indebolimento. Lo S&P
500 invece potrà ancora estendere verso 1347/1356, a fronte di una graduale
perdita i momentum. Quando poi le quotazioni torneranno sotto1295 si innescherà
una discesa verso 1270, 1230, ecc. |
| Dow Jones Industrials |
Il rallentamento degli indici azionari statunitensi è ben
visibile sul Dow Jones Industrials che, una volta raggiunti i massimi
della scorsa primavera, si è arrestato. Nelle stesse sedute gli indici europei
sono cresciuti recuprando un po' di terreno. L'indice delle Blue Chips sta
quindi perdendo smalto e slancio. Nel breve termine potrà comunque ancora
estendere verso 13000 e 13100, ma poi si attenderanno nuovi indebolimenti
tecnici. Lo scenario dovrà però essere confermato dalla perdita del supporto
offerto da area 12500: solo in quel caso inizierebbe un ritorno verso 12300,
11750, ecc. |

| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| DOW JONES IND. |
 |
 |
 |
 |
12515 |
12285 |
12875 |
13140 |
| NASDAQ 100 |
 |
 |
 |
 |
2438 |
2410 |
2520 |
2540 |
| S&P 500 |
 |
 |
 |
 |
1295 |
1270 |
1347 |
1356 |
| INDICI EUROPA |
|
Il clima di euforia sul mercato ha prevalso anche in settimana,
fornendo nuove spinte positive agli indici che hanno allungato oltre i target
rialzisti precedentemente indicati. Tuttavia, consideriamo la salita
eccessivamente estesa, di conseguenza sono ritenuti plausibili futuri sviluppi
ribassisti che potranno avere luogo già la prossima settimana, dopo un ultimo
strappo al rialzo. In dettaglio, il Dax ha registrato un'ottima
performance settimanale allungando fino a 6690, in vista di estensioni nel breve
anche fino a 6800. Da questi livelli partiranno nuove debolezze, con
l'introduzione di una importante correzione ribassista. Allo stesso modo la
performance del Ftse100 è stata molto positiva, confermando il trend
rialzista partito dai minimi di ottobre e che suggerisce allunghi dell'indice
anche fino a 5850/5900 prima che la forza della salita si esaurisca e partano
correzioni ribassiste. Recuperi anche per il Cac40 che si avvicina sempre
di più ai massimi di ottobre a 3410, al raggiungimento dei quali, e dopo
eventuali spike fino a 3450, si potranno innescare nuovi storni nell'ambito
dell'ampio trading range di medio periodo che comprende oscillazioni tra i
minimi di settembre e i citati livelli massimi realizzati ad ottobre. Stesso
discorso per l'indice dell'Area Euro, Eurostoxx50, che sta puntando alle
resistenze in zona 2510 (il future), e potrà tentare temporanei allunghi anche
fino a 2570, prima che la salita ceda il passo a spunti ribassisti che
impediranno ai prezzi di stabilirsi oltre i massimi di ottobre a 2510 (quest'ultima
resistenza confina l'inversione del downtrend culminato ai massimi di giugno).
Spunti positivi anche per l’indice FtseMib che hanno portato i prezzi a
superare gli obiettivi intermedi in area 16130. Le chance di recupero sono
estese fino a 17000, prima che il movimento correttivo ceda il passo a nuove
debolezze. Al contrario, diretti rientri sotto 15000 anticiperebbero discese
verso 14000. |
| Smi |
L’indice elvetico Smi, spesso considerato come un indicatore anticipatore
dei movimenti della Borsa, ha registrato in settimana un andamento positivo ma
che viene inquadrato all’interno di una fase di congestione laterale sopra il
supporto 5935. Sebbene per il mercato non siano escluse le chance per esaustivi
allunghi oltre i recenti massimi a 6213, con possibili estensioni fino a 6350,
la recente pausa laterale potrebbe essere interpretata anche come un primo
segnale di esaurimento dell’uptrend precedente, in favore dell’avvio di
correzioni ribassiste verso 5700 in prima battuta. Alla luce della tendenza che
ha l’Smi di anticipare il movimento degli altri indici europei, l’assestamento
delle ultime settimane viene comunque visto con un primo segnale di allarme
anche per l’attuale ascesa di tutti i listini del vecchio continente. |

| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| DAX 30 |
 |
 |
 |
 |
6440 |
6240 |
6800 |
7000 |
| FTSE 100 |
 |
 |
 |
 |
5815 |
5670 |
5900 |
5950 |
| CAC 40 |
 |
 |
 |
 |
3350 |
3260 |
3410 |
3450 |
| E-STOXX50 |
 |
 |
 |
 |
2440 |
2380 |
2510 |
2590 |
| FTSE MIB |
 |
 |
 |
 |
16130 |
15650 |
16500 |
17000 |
| SMI |
 |
 |
 |
 |
6050 |
5935 |
6150 |
6250 |
| INDICI ASIA-PACIFICO |
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Sul fronte macroeconomico, si segnala che in settimana sono giunti
leggeri segnali di ripresa dell'economia giapponese, come dimostrano i
dati relativi al PMI e alla produzione industriale. Infatti, l’indice PMI
manifatturiero è salito a gennaio a 50,7 punti dai 50,2 precedenti. La
produzione industriale (preliminare) ha registrato in dicembre una crescita di
+4,0% su base mensile, in miglioramento rispetto al dato precedente di -2,7% e
battendo le attese ferme a +2,9%. Deludenti, invece, i dati sul mercato del
lavoro con il tasso di disoccupazione che si è attestato in dicembre al 4,6%
contro il 4,5% precedente ed aspettato. Mentre i consumi delle famiglie
giapponese sono cresciuti in dicembre del +0,5% contro il -3,2% precedente e il
-0,1% atteso. Uno degli eventi importanti della settimana è stato l'incontro tra
il cancelliere tedesco e il premier cinese Wen Jiabao, durante il quale
questo ultimo ha annunciato la propria disponibilità di aumentare il contributo
cinese nei confronti del fondo salva stati europeo. |
| Nikkei |
L’indice Nikkei rimane inserito nel breve all'interno di
una fase laterale tra 8725 e 8940, potrebbe essere preparatoria di un ultimo
spunto al rialzo del mercato fino al raggiungimento dei target individuati a
ridosso della resistenza in area 9100. Al raggiungimento di questi livelli si
registreranno respingimenti in vista di maggiori debolezze nell'ambito
dell'ampio trading range di medio a ridosso dei minimi, in essere dal mese di
agosto. In questo contesto, anticiperebbero discese verso i minimi, eventuali
immediati rientri sotto 8575. |

| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| NIKKEI |
 |
 |
 |
 |
8740 |
8550 |
8940 |
9100 |
| HANG SENG |
 |
 |
 |
 |
20250 |
19000 |
21000 |
21500 |
| SSE COMP.INDEX |
 |
 |
 |
 |
2250 |
2200 |
2345 |
2435 |
| BOMBAY.BSE30 |
 |
 |
 |
 |
17250 |
16800 |
17550 |
17900 |
| TITOLO DELLA SETTIMANA |
 |
Eni: target finali del rialzo a 18,00 prima
di significative correzioni |
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L'impostazione rialzista in essere dai minimi di settembre, è
stata recentemente avvalorata dal superamento della resistenza 16,70, area che
ora costituisce un valido supporto. Lo dimostra il rimbalzo registrato in
settimana in seguito al preciso pull back alla medesima area 16,70, e che tiene
aperta la possibilità di estensioni brevi anche oltre i recenti massimi a 17,40,
verso le resistenze di medio in area 18,00. Il movimento si considera tuttavia
conclusivo dell'uptrend, in preparazione di correzioni ribassiste future che
potranno trascinare i prezzi anche sotto 16,70. |

(*) report settimanale
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