| Sotto la Lente - forex report |
21 luglio 2010 (*) |
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Dati macroeconomici non positivi in Europa e negli USA: tassi e
inflazione stabili |
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EUR/USD raggiunge quota 1,30 |
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Downgrade dell'Irlanda e ritrosia dell'Ungheria a varare politche
fiscali più severe |
| QUADRO MACROECONOMICO |
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La decisione del governo dell’Ungheria di
non adottare misure di austerity più incisive ha interrotto le trattative con UE e FMI per lo stanziamento di 20 mld di euro al fine di risanare il debito pubblico magiaro. Inoltre
Moody’s ha effettuato un downgrade sull’Irlanda (Aa2) sia per il deterioramento del debito pubblico, sia per la fragilità del sistema bancario, sia per le prospettive di crescita in calo a 3-5 anni. Il 23 luglio
si attendono poi i risultati degli stress test effettuati sulle banche europee.
Sono tutti fattori d’incertezza che minano la fiducia e la forza della crescita economica, come ha sottolineato la Bce, che rimane discontinua, sebbene in atto. Inoltre Trichet ha puntato il dito
sull’oligopolio delle agenzie di rating, ritenute troppo poche per essere realmente affidabili: in effetti il processo continuo di downgrade degli ultimi mesi da parte delle 3 agenzie principali sta contribuendo ad alimentare un clima di sfiducia e di attesa e di amplificazione dei movimenti estremi, minando la stabilità tanto ricercata dalle autorità monetarie e dai governi, a loro volta invitati ad adottare riforme fiscali strutturali, sostenibili ed efficaci . Sul fronte macroeconomicol
a Bce ha lasciato stabili i tassi d’interesse all’1% nell’Area
Euro, poiché la crescita economica rimane modesta e condizionata in presenza di pressioni inflattive minime. Infatti il
CPI di giugno ha riportato una variazione nulla (0,0%) su base mensile, in linea con le attese, ma meno dello 0,1% registrato in maggio; su base annuale la crescita dell’1,4% coincide con quella precedente e con le aspettative. La produzione industriale è cresciuta in maggio dello 0,9%, meglio dello 0,6% precedente, ma peggio dell’1,2% previsto. In peggioramento anche la
bilancia commerciale che in maggio ha registrato un deficit di -3,4 mld a fronte del surplus di 0,3 mld registrato in aprile, nettamente inferiore agli 0,8 mld attesi. In
Germania l’indice Zew di luglio, che misura la fiducia degli investitori, è sceso a 21,2 punti dai 28,7 segnati in giugno, comunque inferiori ai 25,2 punti attesi.
Positiva invece la collocazione dei titoli di stato a 6 mesi della Grecia, nonostante il rendimento del 4,65%, inferiore al 5% previsto. Le basi per l’erogazione della seconda rata dei 110 mld stanziati da UE e FMI appaiono quindi più rosee. Negli
USA il CPI è sceso del -0,2% in giugno su base mensile, in linea con maggio, ma meno dello 0,0% previsto; la crescita annua dell’1,1% è poi risultata molto inferiore al 2,0% precedente e vicino all’1,2% del consensus. Contrazione mensile del -0,5% anche per il
PPI (-0,3% a maggio), inferiore al -0,2% delle aspettative. Le vendite al dettaglio
sono poi scese del -0,5% dal -0,2% previsto, pur crescendo dal -1,2% di maggio, a dimostrazione che i consumi rimangono minimi. La
produzione industriale è salita dello 0,1% in giugno, poco meglio dello 0,0% previsto, ma meno dell’1,3% precedente; mentre
l’impiego della capacità produttiva è rimasto stabile al 74,1%, in linea con il 74,2% stimato. La bilancia commerciale è risultata in deficit in maggio di -42,3 mld di dollari, rispetto ai precedenti -40,3 mld registrati in aprile e ai -39,3 mld attesi. Contrazione per
l’indice Fed di Philadelphia sceso a 5,1 punti in luglio dagli 8 di giugno e rispetto ai 10,2 previsti. Flessione anche per
l’indice di fiducia delle famiglie (Univ. Michigan), a 66,5 punti in luglio dai 76 di giugno e dai 78 stimati. In
Gran Bretagna anche la Boe ha lasciato invariati i
tassi allo 0,5%. Infatti il Pil del 1T2010 è cresciuto dello 0,3% t/t rispetto allo 0,2% del 4T2009, in linea con le aspettative, mentre su base annua si è registrata una contrazione del -0,2%, molto meglio del -3,1% precedente, risultando allineato alle attese. Il
CPI è salito del 3,2% in giugno su base annua, risultando però in rallentamento dal 3,4% di maggio. La
produzione industriale è aumentata dello 0,7% in maggio, meglio del -0,7% precedente e dello 0,4% atteso. La
bilancia commerciale è peggiorata, con un deficit di -8,1 mld di sterline (dai -7,4 mld di aprile e dai -7,1 mld previsti). Leggero miglioramento invece per il
tasso di disoccupazione, passato al 7,8% in giugno dal 7,9% di maggio. Infine in
Giappone la Boj ha lasciato i tassi stabili allo 0,10% e ha annunciato una
revisione al rialzo delle stime di crescita per il 2010, passate al 2,6% dal precedente 1,8% stimato lo scorso aprile; per il 2011 invece la sima di crescita è passata al +1,9% dal precedente 2,0%. |
| VALUTE PRINCIPALI |
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Come segnalato negli scorsi aggiornamenti Eur/Usd è in
pieno rimbalzo con i primi target segnalati a 1,30 raggiunti in settimana,
grazie alla perforazione a 1,2720 della downtrendline di medio-lungo. Esistono
ora chance di ulteriore estensione, verso 1,35, dopo però lo sviluppo di una
fisiologica correzione. Finché le quotazioni rimarranno sopra 1,2750 si
tratterà di una semplice pausa, mentre discese sotto 1,2700 avvierebbero vere e
proprie correzioni fino a 1,2550 e 1,2450, dove transita la uptrendline di breve
e dove coincidono precedenti resistenze violate. In ogni caso i prossimi segnali
di ripresa sono confinati sopra 1,3130, 38,2% di ritracciamento dell'intero
ribasso precedente sviluppatosi da 1,5140 e culminato a 1,1880. Solo sotto 1,24
la view ascendente sarebbe interrotta in favore di una ripresa del ribasso in
direzione di 1,22 e 1,19.
Usd/Chf è sceso ancora fino al test di area 1,04, proprio
in coincidenza con i minimi di marzo (1,0435). Si attendono ora sviluppi
laterali tra 1,04 e 1,07 di natura fisiologica, prima che il downtrend possa
riprendere. Con possibilità addirittura di uno sviluppo più esteso sopra 1,07
per 1,09 e 1,1050: ma in questo caso il segnale giungerebbe solo oltre 1,07. Di
contro, la perdita di 1,04 farebbe proseguire direttamente la discesa verso 1,03
e 1,0150. Se il Franco è forte contro Dollaro, ha però subito in parte il
ritorno di forza dell'Euro, con Eur/Chf che ha superato a 1,3430 la
downtrendline principale e l'estremo superiore della congestione sviluppatasi
dopo i minimi segnati a 1,3075. In questo modo si è aperta la strada a 1,3650,
38,2% di ritracciamento dell'ultima onda discendente e primo target del rimbalzo.
Si attendono ora fisiologici storni verso 1,3450, che potrebbero però estendere
fino a 1,3300 prima che tornino spinte ascendenti per 1,3800 (ed eventualmente
1,40). Sotto 1,3250 invece il downtrend prenderebbe nuovamente il sopravvento
per 1,30 in prima battuta.
La salita di Gbp/Usd è proseguita ancora, fino a ridosso
di 1,55, in un movimento perfettamente canalizzato che continua a mostrare
connotati correttivi significativi. Di breve potranno ancora generarsi spunti
verso 1,5550, prima resistenza in grado di frenare il movimento, ma solo oltre
tale livello si aprirebbero chance di estensione fino a 1,5750. Ne consegue che
un'eventuale fuoriuscita al ribasso dal canale, chiusure giornaliere/settimanali
sotto 1,51, rischierebbe di ripristinare il downtrend principale, aprendo in
prima battuta a 1,4950, 1,48, 1,45, sulla strada verso 1,4250. Il rialzo di Eur/Gbp
ha esteso fino a 0,8530, poco oltre le prime resistenze segnalate a 0,8485,
downtrendline e 38,2% di ritracciamento dell'ultima onda ribassista. Le attese
di fondo sono per un movimento che potrà riportare i prezzi a 0,86 e 0,88 in
prima battuta. Perché il movimento possa proseguire direttamente dovrà tenere
quota 0,84 e dovranno giungere perforazioni di 0.8535. In caso invece di perdita
di 0,84 si apriranno fisiologiche correzioni in diezione di 0,83, che
ritarderanno l'atteso sviluppo al rialzo. Sotto 0,83 crescerebbero invece
i rischi di sviluppo di un'ampia fase laterale, se non addirittura di ripresa
del downtrend, con area 0,8200 e 0,8100 nuovamente raggiungibile.
La perdita di 88 prima e 87 poi conferma l'orientamento di Usd/Jpy
verso i minimi in area 84,85, per la continuazione dell'ampia congestione in
formazione tra 85 e 95 circa. Si attende però che su tali supporti la discesa
si esaurisca per favorire nuovi rimbalzi in direzione di 89 e poi, sopra 90 si
apra 92,50. Ricordiamo che quindi segnali tecnici di direzionalità sono
confinati sopra 95 o sotto 84,50 (per 80). Già in congestione tra 108 e 113,40,
Eur/Jpy si è stabilizzato contro l'estremo superiore entrando in un
movimento laterale molto ristretto tra 111,45 e 113,40. Le attese sono di
peforazione di 113,40 per un recupero verso 115,50 e 119,00. la perdita invece
di 111,45 farebbe proseguire le oscillazioni nel range più ampio, permettendo
ritorni verso 110,90 fino a 109,50, senza alterazione di scenario. Solo
cedimenti sotto 108,00 decreterebbero la continuazione del downtrend precedente
verso 106,70 e 105,55.
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| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-USD |
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1,2720 |
1,2450 |
1,3130 |
1,3270 |
| USD-CHF |
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1,0400 |
1,0290 |
1,0670 |
1,0910 |
| EUR-CHF |
 |
 |
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1,3430 |
1,3260 |
1,3650 |
1,3830 |
| GBP-USD |
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 |
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1,5120 |
1,4950 |
1,5520 |
1,5800 |
| EUR-GBP |
 |
 |
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0,8400 |
0,8310 |
0,8530 |
0,8610 |
| USD-JPY |
 |
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 |
 |
85,90 |
84,85 |
88,10 |
89,30 |
| EUR-JPY |
 |
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 |
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109,10 |
107,30 |
113,40 |
115,50 |
| ALTRE VALUTE |
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La Bank of Canada ha alzato, per la seconda volta in due mesi, il tasso d’interesse, portandolo allo 0,75% rispetto allo 0,50%
precedente, in linea con le attese. La decisione ha comunque leggermente
rafforzato il dollaro canadese nelle ultime giornate. Usd/Cad rimane nell'ampia congestione in atto
sotto 1,0870. Le attese di breve sono di continuazione delle oscillazioni tra
1,0200 e 1,0900, in preparazione di movimenti successivi che mireranno a
perforare le resistenze per l'orientameto verso 1,1100 e 1,1500. Di contro la
perdita di 1,0200 aprirebbe a 1,0000, livello sotto cui riprenderebbe la discesa
per 0,9850, 0,9750 e 0,9500. Rimane molto tecnico Eur/Cad che, una volta
raggiunti i minimi
del 2000 a
1,2470, marginalmente perforando la uptrendline di lunghissimo che unisce
proprio tali minimi con quelli a 1,2240 del 1989, ha reagito con forza
secondo le attese raggiungendo i primi target a 1,3600. Ora si attendono
marginali storni verso 1,3100 e 1,2900 prima di nuovi spunti verso 1,4000 e
1,4400. In ottica di medio-lungo termine però il rimbalzo atteso è da
considerarsi solo l'inizio di un'ampia fase laterale. Cedimenti sotto 1,2470
aprirebbero a 1,2240.
In Australia la banca centrale ha mantenuto stabili i tassi
d'nteresse al 4,5% nel comitato del 6 luglio: nonostante l'inflazione sia
prevista intorno al 3% nel breve periodo, l'economia mondiale avrà andamenti
alterni a seconda delle aree geografiche, obbligando ad usare con cautela la
politica monetaria. Aud/Usd sta proseguendo nel rimbalzo iniziato a
0,8100, 38,2% di ritracciamento della precedente fase rialzista di lungo periodo,
orientato verso 0,9050, con possibilità di estensioni anche superiori. Conferme
in questo senso giungerebbero sopra 0,8860. In ogni caso prima di 0,9400 la struttura
riprenderà nuovamente la strada del ribasso verso 0,7800. Dopo avere
segnato due minimi consecutivi a ridosso di 1,3930, sui minimi storici del marzo
1997 (1,4170), i prezzi di Eur/Aud sono entrati di fatto in congestione,
pur rimanendo all'interno del preciso canale discendente in essere dall'aprile
2009, il cui estremo superiore è in transito a 1,5000. Proprio quest'ultimo
livello è stato ripetutamente testato, assumendo un valore critico, di breve e
medio termine. Le attese sono di perforazione di tale area e di orientamento
verso 1,5500, con possibilità di estensione fino a 1,5950. Ma si tratterebbe solo della fine del ribasso e l'inizio di una fase
laterale ampia, caratterizzata da scarsa direzionalità nel medio-lungo termine.
Sotto 1,3900 fortissimi rischi di flessione ulteriore verso 1,33-1,31.
Eur/Zar ha dato seguito alla reazione iniziata a ridosso
di 9,25, riuscendo a raggiungere a 9,95 la downtrendline di lungo. Il movimento
non è però ancora sufficiente per garantire margini di rialzo superiori, anche
se le attese di fondo sono proprio per un movimento verso 10,08, 10,48 e 10,80.
Con ogni probabilità però mancano ancora ultimi spunti verso 9,25 e 9,10, con
rischi di veloci approfondimento anche fino a 8,65. Invece la perdita di 8,60
significherebbe continuazione del ribasso verso 8,00 e 7,75.
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| Mercato |
Trend 1 sett |
1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| USD-CAD |
 |
 |
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 |
1,0230 |
1,0000 |
1,0870 |
1,1120 |
| EUR-CAD |
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1,3100 |
1,2470 |
1,3600 |
1,4000 |
| AUD-USD |
 |
 |
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0,8635 |
0,8435 |
0,8860 |
0,9080 |
| EUR-AUD |
 |
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1,4350 |
1,3930 |
1,5000 |
1,5520 |
| EUR-ZAR |
 |
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 |
9,2500 |
8,9000 |
9,7200 |
10,0800 |
| NORD EUROPA |
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La tenuta del supporto dinamico a 9,38,
rappresentato dal limite inferiore del “falling wedge” tracciabile dai
minimi del gennaio 2009, mantiene ancora aperte le chance per assistere a futuri allunghi
dell’Eru/Sek
verso 9,54, livello sopra al quale verrebbero
confermate le implicazioni rialziste del pattern sopra citato, riaprendo
nuovamente la strada alle resistenze poste in area 10,00. Oltre questo livello,
verrebbe favorita una correzione più estesa del downtrend pregresso anche fino
area 10,30 (38,2% di ritracciamento della discesa valida dai massimi del marzo
2009). Mentre rientri sotto 9,38 annullerebbero la view correttiva, con il
rischio di affondi verso 9,25 e probabilmente 9,10 (minimi del 2007). Il cambio Eur/Nok
è invece inserito da diversi mesi in un ampio trading range tra 7,70 e
8,20 con i prezzi destinati, dopo la perforazione di area 8,20/8,25, a
correggere in maniera più corposa il downtrend precedente in direzione di 8,60
(precedente area di supporto – divenuta ora resistenza, in corrispondenza
anche del 38,2% di ritracciamento della discesa in essere dai massimi del
dicembre 2008). Le negazione della view è confinata sotto i minimi a 7,67, con
il rischio di ripristino della marcata struttura ribassista di fondo. Prosegue
invece, la parità contro l'euro per la corona danese con Eur/Dkk
all'interno del range 7,42-7,47 di lunghissimo periodo. |
| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-SEK |
 |
 |
 |
 |
9,3400 |
9,2540 |
9,6900 |
10,000 |
| EUR-DKK |
 |
 |
 |
 |
7,4470 |
7.4360 |
7,4575 |
7,4650 |
| EUR-NOK |
 |
 |
 |
 |
7,9560 |
7,8125 |
8,2500 |
8,3450 |
| EST EUROPA |
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La decisione del governo ungherese di non varare
politiche fiscali di maggiore austerity, come richiesto da UE e FMI al fine di
erogare 20 mld di euro, ha fatto indebolire il fiorino ungherese. Eur/Huf
ha raggiunto area 292 in gap, senza però riuscire ancora a consolidare al di
sopra della resistenza posta a 290, che delimita superiormente la congestione
degli ultimi mesi. E' quindi probabile che si assista ad un ritorno fisiologico
verso 282 prima di nuovi tentativi di rialzo sopra 290 verso 297 e 300. Solo
rientri sotto l'estremo inferiore crescente della congestione, a 275,
riporterebbe forza sulla valuta magiara con orientamento verso 265/262.
Congestione triangolare per Eur/Plz, tra la downtrendline in transito a
4,15 e la uptrendline dai minimi di aprile a 3,82 circa, in transito a 4,05. Il
range di oscillazione dei prezzi è sempre più ristretto quindi e crescono le
attese di fuoriuscita dallo stesso. Le preferenze sono per movimenti ascendenti,
verso 4,23, 4,32, con chance anche superiori. Di contro la perdita di area 4,00
sarebbe già da considerare una negazione della view esposta per ritorni verso
3,85 e rischio di ribasso fino a 3,78 e 3,70. Tutt'altra direzione ha assunto Eur/Czk,
con prezzi che hanno perso il supporto dinamico a 25,650 e sono scesi fino a
25,280, livello la cui perforazione aprirebbe a ritorni sui minimi di periodo in
area 25,000, facendo aumentare i rischi di approfondimento verso anche 24,500.
Di contro solo la riconquista di 25,800 prima e soprattutto il superamento di
26,160 poi sancirebbero l'avvio di un quadro rialzista con primi target a
26,600. |
| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-PLZ |
 |
 |
 |
 |
4,0500 |
3,9300 |
4,1500 |
4,2400 |
| EUR-CZK |
 |
 |
 |
 |
25,280 |
24,970 |
25,800 |
26,160 |
| EUR-HUF |
 |
 |
 |
 |
282,00 |
277,00 |
290,00 |
297,00 |
(*) report quindicinale
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