| Sotto la Lente - forex report |
25 agosto 2010 (*) |
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USA: cresce la produzione industriale, ma crollano le vendite di case esistenti. Bene l’Ifo tedesco. |
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Sostenuta rivalutazione dello yen, ancora forte il franco
svizzero, mentre l'euro torna a soffrire |
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Eur/Usd: chance di reazione al termine della correzione dai
massimi a 1,3340 |
| QUADRO MACROECONOMICO |
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Il Pil dei Paesi facenti parte dell’area OCSE è cresciuto nel secondo trimestre del 2010 del 2,8% annuale, meglio del 2,4% del trimestre precedente. La crescita su base trimestrale è stata dello 0,7%. Svetta la Germania con una crescita annuale del 3,7% e una trimestrale del 2,2%, segue la Gran Bretagna. Agli ultimi posti si collocano Italia e Giappone. Sul fronte dei dati macroeconomici per singolo Paese, spicca negli
Usa la crescita della produzione industriale a luglio dell’1%, il doppio rispetto allo 0,5% atteso;
l’utilizzo della capacità produttiva è anch’essa aumentata al 74,8%. Bene anche il
superindice economico, che in luglio è passato allo 0,1% dal precedente -0,3% di giugno. E’ invece sceso ad agosto
l'indice relativo all'attività economica del distretto Fed di Philadelphia, che con -7,7 punti è risultato molto inferiore ai +5,1 punti di luglio e ai 7,2 attesi. L’indice dei prezzi alla produzione
(PPI) è poi cresciuto dello 0,2% m/m in luglio, dal -0,5% di giugno, con un rialzo annuo del 4,2%. Le
costruzioni di nuove abitazioni sono aumentate in luglio a 546mila unità, dalle 537 mila del mese precedente, anche se la lettura è inferiore alle 560 mila unità previste. Su base annua si registra una contrazione del 7%. I
permessi edilizi rilasciati hanno evidenziato un incremento mensile del 3,1% a 565 mila unità contro le 583 mila riviste del mese precedente, più delle 623 mila stimate; su base annua si è invece registrato un decremento del -3,7%. Crollano poi in luglio le
vendite di case esistenti che, con 3,83 mln di unità rispetto ai precedenti 5,4 mln, sono scese anche sotto i 4,6 mln
attesi. Nell’Area Euro l’indice Pmi manifatturiero è sceso in agosto a 55 punti dai 56,7 precedenti e rispetto ai 56,1 previsti, mentre l’indice
Pmi dei servizi è leggermente calato a 55,6 punti dai precedenti 55,8, pur risultando superiore agli attesi 56,1. L’indice
Pmi composito è risultato in leggero calo a 56,1 punti dai 56,7 precedenti e rispetto ai 56,3 stimati. Gli
ordini all’industria sono aumentati in giugno del 2,5% su base mensile rispetto all’1,6% precedente, risultando però distanti dal 4,1% registrato in maggio; la crescita annua è stata del 22,6%, in contrazione rispetto al 23% precedente e al 24,2% previsto. La
fiducia dei consumatori (flash) si è attestata in agosto a -12 punti, in miglioramento rispetto ai -14 punti di luglio e delle
attese.Da segnalare la crescita del 2,2% t/t del Pil del secondo trimestre della
Germania a fronte di un aumento annuo del 3,7%. Mentre
l’indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese, è salito in agosto a 106,7 punti, in netto miglioramento rispetto ai 106,2 punti di luglio e ai 105,5 punti attesi dal
mercato. In Gran Bretagna le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1,1% m/m e dell’1,3% a/a, meno dell’aumento atteso rispettivamente dello 0,4% e dello 0,6%. E’ poi calato il
fabbisogno del settore pubblico a luglio, attestandosi a 3,2 mld di sterline rispetto ai 5,5 mld dello stesso mese dell'anno precedente. Il dato è migliore delle attese che indicavano un fabbisogno di 4,3 mld. |
| VALUTE PRINCIPALI |
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Le incertezze sul fronte macroeconomico, e i giustificati timori
di una nuova e forte frenata dell’economia mondiale, hanno penalizzato in
particolar modo tutti i mercati azionari e le principali valute come l’euro e il
dollaro, con un orientamento dei capitali verso i treasury bond, verso l’oro
come bene di rifugio, mentre sul fronte valutario è spiccato l’apprezzamento
dello yen che ha segnato nuovi massimi sia contro il dollaro, sia contro la
moneta unica. Un’analisi più dettagliata dei relativi cambi verrà esposta di
seguito, mentre per quanto riguarda l’Eur/Usd si sono manifestata nelle
ultime due settimane rapide correzioni dai massimi a 1,3340, che hanno già
ritracciato la metà della salita precedente 1,1880-1,3340, e rischiano di
estendersi fino all’ultimo valido ritracciamento di Fibonacci a 1,2450, prima
che l’attuale fase di ridimensionamento dell’euro possa considerarsi conclusa in
favore della ripartenza dell’uptrend pregresso. Prime indicazioni di positività,
che aprirebbero alle chance di rialzo del cambio verso 1,31 e 1,3340, sulla
strada verso il raggiungimento nei mesi successivi di 1,35 e 1,38, saranno da
ricercare dalla riconquista di zona 1,2730 e poi dal superamento di 1,29/1,2920.
Rientri diretti 1,2450 e 1,2140 annullerebbero invece la possibilità di
ulteriori recuperi dell’euro, inviando segnali anticipatori del ribasso verso
1,18, 1,15 e 1,12.
Indiscutibile la forza del franco svizzero con il cambio Usd/Chf
a ridosso di area 1,0250 dopo una marcata e violenta discesa iniziata dai
massimi di maggio a 1,1730, e che solo nelle ultime 6 settimane sta mostrando
qualche segnale di rallentamento. Il rischio di ribasso è esteso fino ai minimi
di gennaio a 1,0135, essendo comunque necessari ritorni dei prezzi sopra la
distante resistenza a 1,0670/1,07 per supporre rilevanti modifiche all’attuale
scenario ribassista. La superiorità del franco svizzero contro la moneta unica
ha portato il cross Eur/Chf alla realizzazione di nuovi minimi assoluti a
quota 1,2990. Solo rapidi ritorni dei prezzi entro la chiusura della settimana
sopra i precedenti minimi a 1,3070 potrebbero allontanare i rischi di ulteriori
ampi scivoloni, suggerendo reazioni verso 1,3250 e 1,35 che darebbero vita ad
una fase laterale di accumulazione, preparatoria di futuri rialzi. Altrimenti si
assisterebbe ad affondi almeno fino a 1,27.
Per quanto riguarda la sterlina, sono emerse nelle ultime
settimane nuovi tentativi di reazione contro l’euro, spingendo il cross Eur/Gbp
verso i recenti minimi realizzati lo scorso mese di giugno a 0,8070. Valutata la
scarsa forza del ribasso in atto, si ritengono probabili prossime sostenute
reazioni in grado di trainare il mercato nuovamente in direzione di 0,8350 in
prima battuta. Oltre questi livelli si aprirebbe la strada a recuperi più
importanti verso 0,8530 e poi 0,88, in grado di correggere buona parte
dell’intero down trend di medio in vigore dall’ottobre 2009. Mentre rientri
sotto 0,8070/0,8050 rischierebbero di prolungare la discesa fino a 0,77. Per
quanto riguarda Gbp/Usd, la correzione ribassista partita dai massimi di
agosto potrebbe estendersi fino a 1,52, prima di lasciare il posto a rinnovati
tentativi di reazione della sterlina, che condurrebbero il cambio verso 1,57
fino al raggiungimento dei massimi a 1,60. Allunghi in ottica di medio periodo
oltre questi livelli, non dovrebbero estendere oltre 1,64. Anticipati segnali di
ribasso che annullerebbero ogni chance di reazione futura, potrebbero giungere
nel caso di diretti rientri sotto 1,49.
Tornando ai principali cambi contro lo yen, in evidenza il ribasso
di Usd/Jpy che ha portato in settimana alla realizzazione di nuovi minimi
dopo quelli registrati a 84,70 nel novembre 2009, con punte finora segnate a
83,60. Eventuali rapidi ritorni del mercato, entro la chiusura della settimana,
sopra 84,70, allontanerebbero i rischi di affondi fino ai minimi assoluti a
79,90, in favore di reazioni verso 86,50/87,00 e poi oltre in direzione di 90,
92 e 94. Allo stesso modo, il cross Eur/Jpy, dopo aver toccato in
settimana i minimi registrati nel lontano settembre 2000, a quota 105,50
potrebbe reagite tempestivamente tornando sopra i precedenti minimi di giugno a
107,30, riaprendo alla possibilità di reazioni verso 109, 110 e 112. Mentre
indicazioni di positività in ottica di medio periodo sono da ricercare sopra le
resistenze a 114,50. Al contrario, stabili rientri del mercato sotto 105,50
favorirebbero affondi fino a 100. |
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| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-USD |
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1,2540 |
1,2450 |
1,2730 |
1,2900 |
| USD-CHF |
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1,0250 |
1,0135 |
1,0500 |
1,0670 |
| EUR-CHF |
 |
 |
 |
 |
1,2900 |
1,2700 |
1,3070 |
1,3260 |
| GBP-USD |
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 |
1,5220 |
1,5000 |
1,5500 |
1,5750 |
| EUR-GBP |
 |
 |
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 |
0,8070 |
0,7720 |
0,8300 |
0,8500 |
| USD-JPY |
 |
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 |
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83,00 |
79,90 |
84,80 |
86,30 |
| EUR-JPY |
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105,50 |
103,00 |
107,30 |
109,00 |
| ALTRE VALUTE |
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Puntuale ritorno in area 1,0600 per il Usd/Cad, che rimane
sempre in congestione nell'ampia fascia 0,9930-1,0870 dall'ottobre 2009.
Gradualmente si attendono ancora spunti rialzisti, verso 1,0870 prima e 1,1120
poi, con estensioni possibili anche verso 1,1500. Il processo sarà lento e poco
impulsivo, almeno nel breve termine, con possibili storni intermedi verso
1,0400. Solo il cedimento sotto 1,0100 riaprirebbe ai minimi di periodo a 1,0000
(area dei minimi di aprile e dal giugno 2008), con rischio a quel punto di
approfondimenti verso 0,9850, 0,9720 e 0,9500. Intanto Eur/Cad si è
arrestato contro 1,3700, dopo la prima onda reattiva iniziata in giugno a
1,2455. Le attese sono di continuazione verso 1,4000 e 1,4400, preferibilmente
senza ritorni sotto 1,2950, con segnali di conferma oltre 1,3700. La perdita di
1,2950 invece aprirebbe ai minimi a 1,2470, minimi dell'ottobre 2000 e livello
di reverse per 1,2240, minimi del giugno 1989 e degli ultimi 25 anni.
Il rallentamento dell'economia mondiale e dell'Australia in
particolare, conferma la non necessità di un intervento ulteriore sui tassi
d'interesse da parte della Banca Centrale. Da qui il recente ridimensionamento
di Aud/Usd da 0,9220 a 0,8800. Tuttavia esistono ancora fattori che
potranno sostenere la valuta locale. Infatti la permanenza su valori elevati dei
metalli preziosi (soprattutto l'Oro), il possibile esito delle elezioni in
favore dei conservatori e la crescente importanza del dollaro australiano come
valuta rifugio, fanno propendere per la tenuta di area 0,8800/0,8700 per l'avvio
di un'ultima onda rialzista verso 0,9220, che potrà ancora estendere anche fino
a 0,9350/0,9400. Poi le attese tecniche diventeranno ribassiste per area
0,8350 e 0,8100. Cedimenti sotto 0,8600 invece concluderebbero anticipatamente
l'ascesa favorendo la ripresa immediata del downtrend. Rimane invece invariato
il quadro tecnico di Eur/Aud, dal momento che i prezzi sono rimasti in
congestione all'interno del canale discendente di medio-lungo (estremo superiore
a 1,4605), a ridosso di 1,4170, precedenti importanti minimi dell'agosto del
1997 (mai perforati dopo quella data). Le preferenze sono per l'avvio di
movimenti in grado di superare al rialzo il suddetto canale per l'apertura di
1,5000, 1,5400 e 1,5900, consentendo così la fine del ribasso e l'avvio di
un'ampia fase laterale. In ogni caso il quadro suggerisce cautela: infatti sono
necessari segnali di rialzo, per scongiurare gli ancora presenti rischi di
ribasso che, sotto 1,3900 avvierebbero brusche flessioni fino a 1,3300 e 1,3100
(minimi intermedi del 1989).
Critica invece la struttura di Eur/Aud. Infatti si attendono sempre
perforazioni a 1,4800 e 1,5010 delle prime resistenze (recenti massimi e estremo
superiore del canale ribassista di medio-lungo), per l'avvio di movimenti
rialzisti in direzione di 1,5500 e 1,5900, che permettano la conclusione del
downtrend e il passaggio ad una struttura laterale. Ma la cautela rimane
d'obbligo, poiché il canale ribassista è ancora intatto e le pressioni contro
i supporti a 1,4300 sono forti: un cedimento sotto 1,4300 significherebbe un
ritorno verso i minimi a 1,3950, con rischio di prosecuzione del ribasso verso
1,3300 e 1,3100.
Niente da fare per Eur/Zar, che ha fallito il superamento
della precisa e prolungata downtrendline di lungo, dopo il suo test a 9,9445 in
luglio. Così i prezzi sono tornati sui minimi di periodo a 9,25, preprandosi
per ulteriori prolungamenti discendenti verso 9,10 e 8,60 (rischi di estensione
esistono anche fino a 8,00 e 7,75). il segnale d'innesco sarà la perdita di
9,25 e di 9,10. Solo repentini ritorni sopra la downtrendline e sopra i recenti
massimi riuscirebbero ad interrompere la flessione per l'avvio di rimbalzi in
direzione di 10,45 e 10,80.
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| Mercato |
Trend 1 sett |
1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| USD-CAD |
 |
 |
 |
 |
1,0250 |
1,0000 |
1,0680 |
1,0870 |
| EUR-CAD |
 |
 |
 |
 |
1,3155 |
1,2950 |
1,3690 |
1,4000 |
| AUD-USD |
 |
 |
 |
 |
0,8700 |
0,8320 |
0,9220 |
0,9400 |
| EUR-AUD |
 |
 |
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 |
1,4170 |
1,3930 |
1,4605 |
1,5010 |
| EUR-ZAR |
 |
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 |
9,2500 |
8,6100 |
9,6350 |
9,9445 |
| NORD EUROPA |
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Nonostante i ritmi graduali di discesa, il down
trend del cambio Eur/Sek si è esteso fino ai supporti in area 9,34,
minimi registrati nell’agosto 2008, mantenendo valida la configurazione grafica
di fondo, simile ad una falling wedge ad implicazioni rialziste. Già ritorni
sopra 9,57 potranno inviare segnali di positività in grado di proporre reazioni
verso 10,00. Altrimenti, rientri sotto 9,34 alimenterebbero rischi per affondi
almeno fino a 9,09 e probabilmente 8,96. Sostanzialmente stabile invece il
quadro tecnico del cross Eur/Nok in congestione a ridosso dei minimi di
maggio a 7,6786, con i prezzi orientati ora verso la parte alta del trading
range a 8,26. La fase laterale descritta ha avuto inizio dopo un profondo e
prolungato down trend, in vigore dai massimi nel dicembre 2008 a quota 10,15.
Pertanto, solo allunghi oltre 8,26 potranno portare prime modifiche alla
struttura ribassista sottostante. Prosegue
invece, la parità contro l'euro per la corona danese con Eur/Dkk
all'interno del range 7,42-7,47 di lunghissimo periodo. |
| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-SEK |
 |
 |
 |
 |
9,3400 |
9,2540 |
9,5700 |
9,8000 |
| EUR-DKK |
 |
 |
 |
 |
7,4470 |
7.4360 |
7,4575 |
7,4650 |
| EUR-NOK |
 |
 |
 |
 |
7,8125 |
7,6790 |
8,1000 |
8,2630 |
| EST EUROPA |
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L’andamento del cross Eur/Plz nelle ultime
settimane ha messo in evidenza un ridimensionamento della forza dell’euro emersa
dopo i minimi di aprile, con una profonda correzione che potrà considerasi in
via di esaurimento. Rapidi ritorni dei prezzi sopra 4,04 e poi oltre la
downtrendline di lungo passante a 4,08, riapriranno alle chance di risalita
verso 4,24 e poi 4,32. Mentre rientri sotto 3,9265 aprirebbero ai minimi a
3,8238. Strutturale debolezza anche per il cambio Eur/Czk che non riesce
e proporre reazioni di rilievo dopo la perdita della cruciale zona di supporto a
25,00, con i prezzi che subiscono ora le pressioni della medesima zona che funge
da solida resistenza. Il rischio di ribasso potrà essere esteso fino a 24,00,
mentre solo stabili ritorni del mercato sopra 25,00 scongiureranno il clima di
ribasso favorendo reazioni verso 25,40, fino a 26,00. Più reattivo il cambio
Eur/Huf che dopo essersi portato a ridosso della resistenza di medio in area
290, grazie alla sostenuta salita di maggio, continua a premere contro la
medesima resistenza, aumentando le chance di rialzo in ottica di più ampio
respiro verso 300 e 310. Al contrario, rientri sotto 275 (supporto statico
intermedio) favorirebbe ritorni bruschi verso il critico supporto in area 262. |
| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-PLZ |
 |
 |
 |
 |
3,9500 |
3,8238 |
4,0340 |
4,0840 |
| EUR-CZK |
 |
 |
 |
 |
24,610 |
24,000 |
24,970 |
25,280 |
| EUR-HUF |
 |
 |
 |
 |
274,40 |
271,50 |
290,00 |
297,00 |
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