| Sotto la Lente - forex report |
25 gennaio 2012 (*) |
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In attesa del Fomc e della riunione dell'Eurogruppo |
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Il rimbalzo di Eur/Usd da area 1,26 necessita un consolidamento |
| EUR: Prima reazione dell'Euro contro tutte le
principali valute |
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Nelle ultime due settimane si è registrato un
rimbalzo dell'Euro, specie contro Dollaro, Yen e Sterlina, mentre è rimasto
stabile contro il Franco svizzero. Il movimento è in linea con le aspettative
di medio termine, che da tempo propongono la moneta unica in recupero, a
sviluppare un movimento che corregga una buona parte del precedente ribasso
iniziato a fine ottobre. E' invece probabile che nel breve termine le strutture
possano subire oscillazioni, generando anche ultimi spunti ribassisti o
sviluppando fasi laterali di accumulazione. Il leggero rafforzamento dell'Euro
assume ancora maggiore significato se si pensa che metà dei Paesi membri
dell'Unione è stato oggetto di declassamento da parte di Standrad & Poor's
e che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale si sono uniti alle
previsioni già effettuate dalla Bce di forte rallentamento dell'economia
dell'Area Euro, con alta probabilità addirittura di una recessione tecnica.
Ricordiamo che la Bce ha confermato di volere continuare in una politica
monetaria molto espansiva e nel garantire liquidità illimitata a banche e Paesi,
al fine di impedire un "credit crunch" e di stimolare la crescita,
incurante degli effetti sull'inflazione, perché vista sotto al 2% nel corso del
2012. E mancano ancora indicazioni più chiare dalla Fed, attesa ad esprimersi
sulla possibilità imminente di un QE3, e dalla riunione dell'Eurogruppo, che
dovrà rispondere alla recessione con programmi di crescita e con la risoluzione
della situazione greca. Eur/Usd dovrebbe quindi tenere area 1,25/1,26 e
rimbalzare verso 1,35 e 1,38, al di là di assestamenti di breve sotto 1,3150.
L'analisi del differenziale tra i rendimenti/corsi dei governativi europei e
statunitensi evidenzia come il QE3 (o un orientamento verso il QE3) possa
invertire i rapporti di forza in favore dell'Euro (si vedano i grafici più
sotto). Eur/Jpy sta reagendo da 97. Poco cambierebbe se vi fossero anche
bruschi ritorni verso 97 e 95 nel breve: la perforazione di 102,50
dovrebbe garantire la spinta per 108/110 e successivamente per 117 nel lungo
periodo. Analogamente Eur/Gbp ha reagito da 0,8220 scontrandosi
ripetutamente contro 0,8380. E' probabile che vi siano ancora discese verso
0,8300, ed al limite verso 0,8200/0,8150, prima di assistere a ritorni verso
0,8500 e 0,8600 in prima battuta. per quanto riguarda Eur/Chf, invece si
sta assistendo ad un movimento che ha riportato i prezzi vicino all'area difesa
dalla SNB a ridosso di 1,20: si ritiene che l'istituto centrale possa essere
"sfidato" a breve, ma poi i prezzi dovrebbero reagire per riportarsi
verso 1,2470, 1,2700 ed oltre.

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| USD: correzione per il dollaro in attesa del
FOMC |
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Nelle ultime giornate il Dollaro ha perso
terreno contro Euro e Franco svizzero, risultando invece stabile contro la Sterlina
e in netto recupero contro lo Yen. Sul fronte macroeconomico, in base alle
previsioni della Banca Mondiale, la crescita del Pil statunitense rallenterà al
2,2% dal precedente 2,9%. Intanto la crescita del 2011 è stata del 2,7%, il
primo miglioramento giungerà nel 2013 con una crescita del 3,1%. L’occupazione
rappresenta ancora il problema principale, che dovrà essere affrontato con una
politica monetaria che nell’attuale contesto inflattivo (ritenuto sotto
controllo), potrà lasciare spazio ad un allentamento quantitativo (QE3) che si
sostituirebbe all’attuale Operation Twist. Questa ipotesi potrà essere
ulteriormente alimentata nella prossima riunione della Fed del 25 gennaio. Dagli
ultimi verbali della Fed emerge che sono sempre meno i membri sfavorevoli al
QE3, ovvero al passaggio ad una politica monetaria molto più espansiva. Infatti
la crisi europea avrà ripercussioni sulle economie mondiali e quindi anche su
quella statunitense, suggerendo alla Fed un approccio preventivo. Nella concreta
possibilità che la QE3 venga posticipata alle prossime riunioni, l'Eur/Usd
avrebbe ancora alcune settimane di "libero" assestamento, anche verso 1,26 e
1,25, dopo il recente rimbalzo verso 1,30. Successivamente, quando si deciderà per il QE3, si
attenderanno forti recuperi verso 1,33, 1,35, 1,38. Per quanto riguarda Gbp/Usd,
i minimi di ottobre a 1,5270, anche minimi dal luglio 2010, hanno tenuto,
favorendo rimbalzi verso 1,5580, fino al raggiungimento di 1,5780. Il movimento
però non esclude ancora il rischio di un ultimo ribasso verso 1,5300 e 1,5100,
ma in un downtrend che mostra evidenti segnali di rallentamento, in preparazione
di rialzo futuri verso 1,6150 e 1,6400. Relativamente al cambio Usd/Jpy,
il taglio delle stime di crescita del Giappone nel 2012 da parte della BoJ ha
penalizzato lo yen che ha concesso spazi di rialzo al dollaro oltre le
resistenze in area 77,55. Il cambio sta ora risalendo nel tentativo di testare
la successiva barriera in zona 78,30 con una forza che lascia presagire
estensioni anche oltre 78,30, verso 79,00 (e probabilmente fino a 79,50). Il
movimento sarà tuttavia temporaneo, e quindi seguito da altrettanto rapidi
storni che in ottica temporale più allargata riporteranno i prezzi verso 76,55,
ma con rischi per discese superiori che dovranno completare il downtrend di
lungo periodo. Infine, per quanto riguarda Usd/Chf, il mantenimento dei
prezzi sopra il supporto 0,9250, mantiene aperta la possibilità di un altro
tentativo di reazione che potrà riportare il cambio verso le critiche resistenze
di medio in area 0,97. Successivamente il dollaro ripiegherà proponendo rientri
del cambio stabilmente sotto 0,9200, in vista di correzioni verso 0,8990, ma
anche oltre fino a 0,86. Solo in seconda battuta (dopo la metà del 2012),
torneranno le spinte rialziste in grado di ripristinare l'uptrend dai minimi di
agosto a 0,7065, con la riapertura di 0,9780 e poi di 1,00, ma con chance per
futuri ritorni anche fino a 1,05.
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| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-USD |
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1,2880 |
1,2700 |
1,3080 |
1,3150 |
| USD-CHF |
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0,9250 |
0,9150 |
0,9600 |
0,9780 |
| EUR-CHF |
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1,2020 |
1,1965 |
1,2130 |
1,2200 |
| GBP-USD |
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1,5500 |
1,5270 |
1,5650 |
1,5770 |
| EUR-GBP |
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 |
0,8290 |
0,8220 |
0,8380 |
0,8425 |
| USD-JPY |
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77,30 |
76,50 |
78,30 |
79,45 |
| EUR-JPY |
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 |
100,50 |
99,15 |
101,85 |
102,50 |
| ALTRE VALUTE |
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Usd/Cad è atteso in rialzo nel medio-lungo termine, con
destinazione 1,0680, 1,0870 e 1,1200. In ottica invece più breve sta
attraversando una fase di assestamento, ben evidenziata anche da oscillatori in
discesa, che ha già portato al test di 1,0050, ma che potrebbe anche spingere i
prezzi fino a 0,9900, senza che vi siano comunque reali mutamenti di scenario.
Conferme al rialzo giungerebbero sopra la downtrendline in transito a
1,0355. Di conseguenza Eur/Cad dovrebe riuscire a rimbalzare verso
1,3250 e 1,3400, sancendo il rallentamento della fase discendente degli ultimi
mesi. Al di là di ultimi possibili spunti verso 1,2780, si attende un
consolidamento sopra 1,2800 che con il tempo porterà a rialzi verso 1,37 e
1,39. In caso invece di perdita di 1,2750 si aprirebbe la strada a 1,2450,
minimi del giugno 2010. Aud/Usd si è rafforzato leggermente,
grazie alla perforazione di 1,0380, con prezzi che stanno cercando di portarsi
verso 1,0750. In realtà il processo potrebbe risultare meno lineare, con
imminenti storni verso area 1,00 (uptrendline) prima di un secondo avvicinamento
di 1,0750. Di fatto si tratterebbe prò di un'evoluzione laterale di medio
periodo. Solo sotto 1,00 giungerebbero nuove indicazioni di flessione verso
0,9400. mentre oltre 1,0765 si aprirebbe la strada dei massimi a 1,1080. La
forza del dollaro australiano si è invece manifestata appieno contro l'Euro. Eur/Aud
è sceso fino a 1,2230 e potrà ancora flettere verso 1,20 e 1,18 (massimi spike
a 1,15) nelle prossime settimane, prima di potere trovare il supporto in grado
di invertire il movimento e riaprire a 1,29 e 1,35. Pertanto, eventuali rimbalzi
di breve periodo verso 1,2650/1,2850, favoriti da un primo rafforzamento
dell'euro, sarebbero da ritenere correttivi.
Eur/Zar è tornato al test della uptrendline che ha
sostenuto tutto il rialzo del 2011, in transito a 10,18, dopo i massimi lasciati
in area 11,43. Si è così formato un falling wedge, che a sua volta conferma le
attese di prossima reazione e di rialzo verso 10,70 in prima battuta, ma con
ambizione per riavvicinare poi col tempo 11,00, 11,20 e 11,42. Eventuali spike
al ribasso verso 9,90 sarebbero poco rilevanti ai fini del quadro descritto.
mentre sotto 9,90 la view sarebbe da rivedere per incrementati rischi di
flessione verso 9,47.
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| Mercato |
Trend 1 sett |
1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| USD-CAD |
 |
 |
 |
 |
1,0050 |
0,9900 |
1,0355 |
1,0525 |
| EUR-CAD |
 |
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 |
1,2885 |
1,2780 |
1,3250 |
1,3410 |
| AUD-USD |
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 |
1,0380 |
1,0000 |
1,0600 |
1,0765 |
| EUR-AUD |
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 |
1,2230 |
1,2000 |
1,2650 |
1,2935 |
| EUR-ZAR |
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 |
10,180 |
9,900 |
10,520 |
10,700 |
| NORD EUROPA |
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Dopo una prolungata fase ribassista, l'Eur/Sek
sta ora reagendo dopo il test dei minimi di
febbraio del 2011 a 8,7000, in vista di ritorni
verso 8,9000 e 9,000, con target di medio più ambiziosi a 9,30. Debolezza anche per Eur/Nok, che è stato respinto
dalla downtrendline in transito a 7,85 verso l'area dei minimi a 7,60 della
congestione che sta caratterizzando da molti mesi il mercato. E' plausibile che
si generino anche spike al di sotto di tali valori, ma preferibilmente senza che
vi siano discese inferiori a 7,49. Si attendono quindi poi ancora reazioni e
ritorni verso 7,80 e 7,90. Minime flessioni si sono manifestate anche su Eur/Dkk,
sceso sotto 7,4390, registrando minimi dal 2005, ma pur sempre all'interno della
banda 7,42-7,47: si attendono ora graduali rimbalzi. |
| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-SEK |
 |
 |
 |
 |
8,7865 |
8,6800 |
8,8900 |
9,1200 |
| EUR-DKK |
 |
 |
 |
 |
7,4320 |
7,4265 |
7,4390 |
7,4480 |
| EUR-NOK |
 |
 |
 |
 |
7,6000 |
7,4890 |
7,7000 |
7,8000 |
| EST EUROPA |
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Il respingimento dei prezzi da 4,5970, massimi
dell'aprile del 2009, poco sopra i precedenti massimi a 4,5275, ha generato
l'avvio di importanti correzioni per Eur/Pln. Non è esclusa un'estensione
del movimento correttivo fino a 4,15 (61,8% di ritracciamento del rialzo
pregresso 3,87-4,59), prima di una nuova fase di risalita. Correzioni anche per Eur/Czk
sebbene l'intensità del movimento ribassista è più contenuta rispetto alla
discesa dell'Eur/Pln. Possibili spike al ribasso fino a 25-24,50 e poi nuovi
recuperi in direzione di 25,75 e 26,00. Nonostante il recente downgrade dell'Ungheria da parte di Fitch, che ha portato il
rating del credito da BBB- a BB+, con outlook negativo, l'orientamento di breve
di Eur/Huf rimane ribassista (pro fiorino ungherese). Difatti, lo spike a 324,20, sopra ai precedenti
massimi a 317,10 (marzo 2009), ha decretato il rientro veloce dei prezzi,
ora impegnati in una correzione verso 209, prima di potere
valutare nuove reazioni. |
| Mercato |
Trend 1 sett |
Trend 1 mese |
Trend Att. 1 sett |
Trend Att. 1 mese |
Supporto |
Resistenza |
| 1º |
2º |
1º |
2º |
| EUR-PLN |
 |
 |
 |
 |
4,2500 |
4,2000 |
4,3500 |
4,4000 |
| EUR-CZK |
 |
 |
 |
 |
25,150 |
25,000 |
25,500 |
25,750 |
| EUR-HUF |
 |
 |
 |
 |
295,00 |
290,00 |
305,00 |
310,00 |
(*) report quindicinale
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